sabato 27 febbraio 2010

La città è nostra - Lettera ai media su Domenica 28

Il video di Domenica: Pochi ma buoni :-)


Aggiornamento: Domenica 28 Febbr. questa lettera è citata sulla 1ma pag. del Tirreno (cronaca Grosseto). La giornalista ha anche visionato i video su youtube e si e' correttamente docomentata. Ottimo esempio di interazione tra i vari Media :-).


Copio & incollo email inviata sab. 27/2 alle Redazioni dei Media Locali:
(E' luuuuuuunga, se proprio vi interessa vuol dire che siete veramente coinvolti, mi fa piacere :-)).
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Spett.le Redazione,
mi permetto di aggiornarvi circa le ulteriori iniziative spontanee riguardanti il tema in oggetto, di cui vi siete occupati a più riprese.
Non scrivendo a nome di alcuna azienda o associazione, non mando il classico comunicato-stampa, ma una testimonianza che siete ovviamente liberi di pubblicare e commentare se e come vi aggrada. Mi scuso per la lunghezza e ringrazio anticipatamente in ogni caso per l'attenzione.

I PERCHE' DELL'INIZIATIVA "LA CITTA' E' NOSTRA" di Domenica 28 febbraio a Piazza della Palma, sostenuta da Concetta Relli.

Quale residente del centro storico ero alla recente riunione di circoscrizione e confermo che molti aspetti delle intenzioni degli esercenti, li' rappresentati da Paolo Regina (dir. Ascom), sono stati approfonditi e chiariti, trovando consensi e spazi per ulteriori intese tra i presenti. Ma degli oltre 16.000 residenti entro il perimetro di questa circoscrizione di cui intervenuti di giovedi scorso dovrebbero essere rappresentativi, mancavano i giovani, che sono evidentemente un argomento "nodale" quando si parla di "sicurezza, schiamazzi notturni ed abuso di alcool". Tanto è vero che è stato reso pubblico l'episodio dei ragazzi che litigavano rumorosamente nella via adiacente, mentre questa riunione era in corso.

Ma i giovani sono anche, vivaddio, protagonisti quando si parla di cultura e futuro, si, futuro, visto che questa cittò domani sarà effettivamente consegnata a loro. E questa non è retorica. Quanto alla cultura, con il liceo artistico e quello musicale, il grafico, le scuole d'arte varia e le tante associazioni di cui Grosseto è ricca, la componente giovani - come si vede - è piuttosto nutrita e rappresenta un serbatoio enorme da aprire e con cui "bagnare di più questa città affinché l'orto della cultura cresca e sia maggiormente espresso e condiviso". Poiché la cultura è crescita e la crescita aiuta ad evitare comportamenti deviati.
Suonare acustico, dipingere, recitare, ma anche giocare a scacchi, ad esempio, nelle piazze e nelle strade del centro con appuntamenti continui e nelle ore permesse - invece che con eventi sporadici - non è affatto sinonimo di "fare casino sino a tarda notte". Evidentemente no.

Da madre di due teen-agers, da residente del centro storico, da ex jazzista, da docente di comunicazione digitale che segue da 15 anni costantemente le voci del web - media più usato dai giovani per socializzare e comunicare - mi sono permessa giorni fa di interpellare Concetta Relli per avere uno spazio di incontro più vasto ed in luogo aperto dove discutere questi temi con tutti i soggetti che da tempo, su Internet, stanno discutendo e proponendo. Alcuni di loro intervengono alle riunioni in città ed aggiornano on-line chi non c'era. Si è così creata spontaneamente, nel tempo, una rete di persone ed associazioni che conta diverse migliaia di interlocutori. Questi interlocutori hanno proposte. Anch'io personalmente ne ho e credo di meritare uno spazio ove renderle pubbliche, scambiarle e magari scoprirne l'attuabilità.

Non fraintendetemi, non chiedo tanto, mi basta un A4 :-).

Stavolta però non solo sui blog e su facebook ma, come tutti gli altri che saranno presenti Domenica 28, proprio nel centro storico. In cui vivo con i miei figli, in cui anche noi vogliamo dormire la notte perché il giorno si lavora e si va a scuola. Ma vogliamo pure che ai giovani ed agli artisti del territorio si destinino spazi enormemente superiori per attività culturali. Si, avete letto bene: enormemente. Non è il caso di usare eufemismi, poiche' alla base di molto del disagio giovanile evidente - l'aumento del consumo di alcool e droghe pesanti tra i ragazzi non è una opinione personale - c'è anche la mancanza di alternative. Come chiunque altro, domenica lo scriverò e diremo in piazza le nostre idee e proposte a chi vorrà starci a sentire.

Concetta Relli ha detto che oltre ad intervenire per rispondere alle molte domande riguardanti le normative, ci starà a sentire perché come madre anche lei di adolescenti, conviene con molti argomenti proposti. Come Presidente di Circoscrizione può anche fare qualcosa per sostenerli e renderli attuabili. Però ogni iniziativa sarà realizzabile se dimostrerà effettivamente di migliorare la qualità della vita di tutti. Idee sensate ce ne sono: vedersi e scambiarle senza essere mediati o interpretati ne' rappresentati, oltre a verificarne con Concetta l'attuabilità secondo le norme vigenti, è l'intenzione dei tanti che hanno promosso questa giornata.

A chi per forza vorrà percepire odore di schieramenti ideologici chiedo che si sturi le narici e respiri bene: hanno aderito la Rete degli Studenti Medi e l'Arci Gay e diverse storiche band e movimenti culturali grossetani e mamme e nonni che hanno votato PD come padri e zie che hanno votato PDL. E molti ragazzi che ancora non votano.
Come è emerso anche dalla riunione di giovedi in Circoscrizione, l'ideologia politica in questo particolare frangente non interessa. Ne' ai residenti ne' ai giovani ne' agli artisti. Chi voglia leggere nella nostra richiesta di sostegno a Concetta Relli, un "consenso al centro destra" o una "polemica con l'amministrazione di sinistra" lo faccia consapevole di starne dando una sua personalissima interpretazione. La faccenda è semplice: Concetta Relli è stata a sentirci, ci ha permesso l'utilizzo della piazza, concorda su molti punti per cui li sosterrà per renderli attuabili ed è il nostro riferimento istituzionale per il territorio in cui viviamo. Questo si chiama collaborare fattivamente.

Domenica c'è un A4 per tutti. E qualche videocamera per tenere aggiornati i tanti che seguono la questione su youtube e facebook.
Ci vediamo a Piazza della Palma domani, dalle 17 alle 22.

Alessandra Rossi
www.alessandrarossi.com

sabato 20 febbraio 2010

La città è nostra! Spazi bianchi

Visto che si tratta di un movimento spontaneo che nessuno finanzia, si invitano i partecipanti ad aderire anche stampando una copia (o più, se non vi pesa troppo) di questa pagina che sarà utilizzata - dal formato A4 a formati più grandi - per scrivere le nostre opinioni ed esporle in Piazza della Palma, domenica 28 febbraio. Saremo numerosi e variegati :-).

Per quanto già stampato faremo una colletta. Laura, la tipografa che l'ha realizzata ci presenta un conto onesto. Sarà con noi del resto, abita anche lei in centro.

Click sull'immagine per ingrandire e stampare.

martedì 16 febbraio 2010

Contro il cancro infantile

Il 15 febbraio è la giornata della lotta al Cancro Infantile e da allora sino al giorno 21 possiamo fare una piccola donazione via sms all'associazione fiagop in prima linea in questa battaglia piena di dolore e di speranza. Ho amici che la combattono ogni giorno, da anni.

Noi abbiamo 3 giorni per renderci utili con un messaggino, facciamolo per favore, grazie.

Sms al numero 45504

domenica 14 febbraio 2010

Degustazione Rosa Mati - Fattoria Le Pupille

IGT Maremma Toscana Rosato.
Anno 2009
Vitigni: Sangiovese / Syrah
Alcool: 12,5°
Produttore: Elisabetta Geppetti, Fattoria Le Pupille
Istia d'Ombrone, GROSSETO.

Ahhhhh quanto mi è piaciuto il Rosa Mati.. Ed al primo sguardo!
Nicola Alocci, al wine-restaurant ROSSO E VINO di Grosseto, me lo ha messo sotto al naso con sicurezza, conoscendo i miei gusti e conoscendo anche questo vino prodotto nella nostra terra di Maremma.

Subito il rosa carico e le morbide volute che fa nel calice ti attraggono, ma già a distanza ti raggiunge il profumo che poi ti avvolge sinuoso.... L'ho assimilato ad una creazione di Yves Saint Lorent, ma con un'autentica riconoscibile componente maremmana.
>>Tutta la degustazione su Vinix Social Network
(Perché le buone cose vanno condivise).

giovedì 11 febbraio 2010

Quando un blog costa 10 euro. O anche meno...

SUGLI INVESTIMENTI - E NON INVESTIMENTI - DELLE AZIENDE E DEGLI OPERATORI ENOGASTRONOMICI SUL WEB e SUI LORO CONSULENTI E POTENZIALI TALI.

Un post "vivace". 97 commenti - quasi 1.000 visite nelle prime 24h. - Un po' di baruffa ;-) ma anche buone dritte e soprattutto una sana voglia di approfondire e scambiare, dare ed avere nuove idee ed impulsi. Eterogenei sicuramente si, ma evidentemente accomunati dall'obiettivo di crescere sul web, ognuno coi suoi tempi e risorse, ma costantemente e relazionandosi in modo trasparente.

Vinix, il social network che sto cominciando a considerare come la mia mamma :-), visto che mi sta crescendo ed educando in un settore sensibile e complesso (tecnicamente e commercialmente) come quello del wine & food, ha tra gli iscritti anche validi professionisti del webmktg e della comunicazione. Che in quella sede si interfacciano con esercenti ed agricoltori dalle risorse e dai siti web più disparati. Molti quindi sono vignaioli e produttori d'olio, perlopiù piccole e piccolissime aziende, ai quali certo non sfugge il valore di una consulenza e di un sito eccellenti, ma che spesso non hanno budget e talvolta la mentalità ancora predisposta ad acquisire tali servizi.

Sono pochi quelli che stanno utilizzando al meglio Internet per l'ottimizzazione e l'incremento della loro attività. E' comunque una percentuale in costante crescita e Vinix ne è appunto una sede rappresentativa, ma anche in questo social network la maggioranza - ad esempio - dei vignaioli, pagate le spese per:
  • (Si, sarò pedante ;-) mi va di fare l'elenco, per coloro che non sanno cosa ci sia dietro ad una bottiglia di vino).
    Vigne e terreni da lavorare e relativi trattamenti chimici o biologici, trattore, quota ammort. cantina, tini, botti, sist. refrigerante, pompa ed altri macchinari, imbottigliatrice tua o in affitto, bottiglie-etichette-tappi-capsula. Poi le spese energetiche , le continue analisi chimiche, ovviamente la manodopera. E l'enologo, l'agronomo, il commercialista, il rappresentante. Le continue analisi chimiche, la burocrazia, i balzelli per la doc, la docg, per alcuni anche la certificazione biologica.... (Se scordo qualcosa o qualcuno c'è lo spazio per i commenti).

Ecco, pagato tutto, per la comunicazione - propedeutica alla commercializzazione e che dovrebbe essere quindi il motore portante del flusso di cassa che alimenterà poi tutta la baracca - resta ben poco. A parte la quota necessaria per fiere ed eventi, avendo ogni tanto disponibilità di liquidi, molti imprenditori acquisiscono servizi senza criteri di valutazione.
Non di rado, scambiandolo per web marketing, acquistano elenchi di indirizzi email che si rivelano privi di efficacia o addirittura deleteri o aderiscono a "carta pincopallo" alla modica somma annua di... non verficando l'affidabilità del servizio.

Coloro però che pur privi di budget consistenti o di piani chiarissimi su come crescere in comunicazione, sentono la necessità di approcciare tali temi con maggiore metodo ed hanno voglia di confrontarsi e cimentarsi, in questi scambi trovano sempre - lo affermo senza tema di smentite - stimoli e risorse immediatamente utili.

>> Il post su Vinix.
Avviso: c'è qualche commento lunghetto e non del tutto "britishstyle" - sapete com'è, le community sono fatte da persone che a volte si fanno trascinare dall'emotività. Io certo sono tra quelle che a volte le rogne se le cercano, lo ammetto, ma credo tutto sommato di essere ancora sopportabile per quasi tutti ;-).

mercoledì 10 febbraio 2010

Sangiovese in bianco e ospitalità gratis in Maremma

E' un produttore sopra le righe, Vincenzo Ciaceri. La sua azienda biologica POGGIO AL TORO vanta una piccola produzione di eccellenza nella quale spicca l'ultimo nato "900 Ceppi" sul quale ho ampiamente documentato gli ottimi risultati conseguiti durante la rassegna CIN CIN è QUI LA FESTA.

Ma Vincenzo non si accontenta mai :-) e va alla ricerca di nuove frontiere. Una di queste è il suo SANGIOVESE in BIANCO, interessante vero? Ed anche l'approccio di Vincenzo è interessante, visto che per scambiare pareri approfonditi su questo vini arriva ad offrire un pernottamento nel suo agriturismo in puro stile maremmano ai degustatori che lo contatteranno. QUI L'ARTICOLO SUL SUO BLOG.

sabato 6 febbraio 2010

Sentite al Bar Sport

In ogni piccolo borgo rurale che si rispetti c'è un "bar sport" dove si parla di calcio, caccia e donne. Andando per campagne maremmane capita di sentire questo (ed altro):

Bestemmia enologica:
Madonna damigiana co' tutti i santi dentro
e Gesù pe' tappo!

A fine lavoro:
E anche questa è fatta! Come disse quello c'ammazzo' la moglie.

"Tegame" non è un complimento.
Se siete una donna ed in Maremma vi sentite dare del "tegame", non sorridete compiaciuta, come avessero detto che siete "appetitosa. Eh no. Questo termine assai diffuso anche nel resto della Toscana, indica una donna di facili, anzi, facilissimi costumi. Comune nelle discussioni, l'espressione "il tegame della tu' sorella". Meno frequentemente, ma non raramente, viene coinvolta nella frase la mamma dell'interlocutore.

"C'ha più corna lui di un paniere di lumache". Ciò si dice al bar sul marito del sopracitato tegame.

venerdì 5 febbraio 2010

Chi tromba (o ci pensa tanto) campa cent'anni!

E' un raccontino lungo, veritiero, datato 2006, quando per un po' ho vissuto in campagna. Mi piace ricordare quei luoghi, il giardino e l'orto (la mia palestra) la semplicità della gente e soprattutto questo arzillo nonnetto.

Pensare al sesso in vecchiaia allunga la vita. Almeno così dicono i medici. Lo hanno detto alla figlia del "Sig. Ugo" (nome vero omesso per la privacy), 94 anni, che abita nel mio piccolo borgo. Ugo mi notò appena arrivata. Avendoci già provato con tutte le donne sopra i 20 - ma preferisce le mature, dice - del paese e relative frazioni, non potevo sfuggirgli. Arrivai in inverno. E fin li' tutto bene. Mi sorrideva ammiccante al bar, mi faceva domande del tipo: "Ma te trombi? E quanto trombi?"

Lo incontravo andando a fare la spesa, che usciva dal supermercato reggendo a fatica una grossa busta piena, sorreggendosi al bastone con la mano libera. Non potevo fare a meno di aiutarlo, anche sapendo che così mi sarei guadagnata le sue effusioni.

Se sei donna e passi di qui, lo incroci per forza. Ha un controllo del territorio migliore di quello dei Carabinieri: sa tutti gli spostamenti di chi e dove e quando. Per motivi diversi: delle donne gli interessa sapere dove le trova. Degli uomini, quanto stanno via ;-). Di piantone alla fermata del bus già alle 7 del mattino a sbirciare le minigonne di quelle che vanno nelle città vicine. Partito il bus va al bar, dove verso le 8,20 convergono le impiegate e le commesse e alle 8:45 le numerose compaesane che hanno lasciato i figli a scuola. Vivendo qui da sempre, il sig. Ugo le conosce tutte per nome e meglio ancora asserisce - con ricchezza di dettagli - di aver conosciuto le loro mamme, zie e pure le nonne.

"La vedi quella biondina? (o rossa o mora)" - Dice posando la tazzina del caffè e facendo un risolino - "Io la zia della su' mamma me la so' trombata. E parecchio anche. Leilì al davanzale che salutava il marito al lavoro ne' campi.. E io dietro a zifonà". E conclude con un'altra risatina soddisfatta.
Il racconto cambia ambientazione a seconda della mora o della bionda: al davanzale si alternano i vagoni dei treni merci fermi alla stazione, le vigne durante la vendemmia, l'orto... Praticamente uno che ha trovato il suo Shangri-là nel raggio di 5 km da dove è nato.
Solo che ogni tanto si confonde su persone e circostanze e se tu puntualizzi:
"Ma la zia della mamma della bionda non era quella del davanzale? Ora mi dici che eravate nell'orto!".
"Si si, anche lì!" - Ribatte lui pronto. Sa di confondersi, ma all'occorrenza rimedia così. E' piuttosto sveglio per certe cose, il sig. Ugo.

Come ho detto, sono arrivata qui in inverno. Ma con l'arrivo della bella stagione e degli scollacciamenti, il sig. Ugo perse anche quel minimo di controllo invernale.

II

Maggio inoltrato, le dodici e qualcosa di un giorno caldo e luminoso, vado al bar con un'amica a prendere un aperitivo e ci trovo il nostro eroe. Per l'appunto avevo su jeans e un top estivo, schiena scoperta... Non ho più vent'anni e manco trenta, anzi, diciamocela tutta: ho passato pure i 40, eh si. Ma coi riccioloni sciolti, da una certa distanza, faccio ancora la mia figura. Col sig. Ugo sarebbe bastato parecchio meno.

"O' bella mòra, veni qui che ti devo di' 'na cosa!" - Mi bloccò mentre entravo. Seduto al tavolo d'angolo, con le mani incrociate sul bastone e gli occhi puntati sulla porta del bar, pareva un pointer (cane da caccia ottimale per la ferma) in un padule.
"Ohhh sig. Ugo che piacere, come va?" - Non resisto a bambini ed anziani, a meno che non siano proprio insopportabili, la consapevolezza della loro vulnerabilità mi ispira una profonda tenerezza e mi attirano come calamite. Gli davo sempre retta al sig.Ugo.
"Senti mòra" - Mi approcciò col suo argomento preferito - "Ma allora te trombi con quello lì della macchina bianca? Perché v'ho visti sa'... Trombate eh, eh?"
"Ovvia sig.Ugo, sempre li' con la testa?" - ribattei sorridendo.
"Perchè, conosci 'na cosa meglio te?" - E giù col risolino. Non si riesce proprio a scoraggiarlo.

La mia amica sospirava impaziente. Non era venuta lì per "tenere compagnia ad un vecchio rimbambito" (mi avrebbe detto dopo facendomi arrabbiare.. infatti, non siamo più tanto amiche ora), d'altra parte sarei stata scortese ad intrattenermi altrove lasciandola sola. Così pensai fosse una buona idea unirci al sig.Ugo. Che non aspettava altro, capirai.. una bionda e una bruna, tettone e scollacciate, solo per lui!! Cominciò a trambellare sulla sedia, non ci feci caso inizialmente, pensavo fosse un tremore senile.
Gli brillavano gli occhi mentre sbirciava ora la generosa scollatura della mia amica, ora la mia schiena nuda sino al giro vita. Non sapeva più dove guardare. Era talmente preso che non parlava ma continuava a fare "hi hi hi", girando il capo da me a lei come avesse seguito una partita di ping pong.
Fremeva. Altro che tremore senile!
Ero contenta che lui fosse felice con così poco, ma in paese Ugo ed i suoi palesamenti avevano creato non pochi imbarazzi..

III

Quando le circostanze portarono me e la figlia di Ugo a fare amicizia, mi racconto il grand disagio provato quando qualche paesana aveva fatto irruzione da lei gridando allo scandalo per essere stata verbalmente approcciata da suo padre con un sorridente "Allora, me la dai?".
Per via di questi inconvenienti aveva intimato all'esuberante genitore di starsene al suo posto. Avendo capito che non ero dello stesso avviso delle suddette donnine, mi spiegò:
"Ma lo sai cosa m'hanno detto gli specialisti, quando ho portato babbo a farsi visitare e ho raccontato di questa sua mania? M'hanno detto che è questo che gli dà energia ogni giorno. Che finché lui avrà questa fissazione si sentirà vivo! Sogna ad occhi aperti, gli basta... ed è contento. Anzi ti dirò di più, il dottore alla fine ha aggiunto che spera, arrivato a 90 anni, di avere anche lui questo spirito!".

Mi è tornato in mente un film: Cocoon, in cui un gruppo di vecchietti trova una fonte d'energia aliena grazie alla quale riacquistano la verve dei vent'anni. Bella trama, credo che quando avrò 80 anni anch'io sognerò un'esperienza simile. E chissà cos'altro sognerò. Magari pensando di essere ancora una bella mora ricciolona, rincorrerò i giovanotti del paese...

E tu Ugo, ogni volta che ci rivedremo continua pure a chiedermi "Ma te trombi?" visto che ti limiti a questo. Non mi indignano le tue fantasie, anzi, mi indigna di più chi non le sa distinguere dalle molestie e non comprende quanto gli anziani ed i loro sentimenti siano lasciati soli, oggi come oggi.
Che tu campi altri 94 anni Ugo, da riempirci pagine e pagine con le tue avventure erotiche, reali o immaginarie :-).

Prosecco Sur lìe di Carolina Gatti

La denominazione "sur lie" in futuro non potrà più essere usata, ringraziamo per questo i francesi che ne hanno preteso l'assoluta esclusiva. Dovremo chiamarlo "prosecco col fondo", definizione meno elegante che oltre tutto rischia di dare al consumatore una percezione negativa. Non ci resta che spiegarlo e spiegarlo, per farlo apprezzare in tutta la sua secolare genuinità.

La mia degustazione su Vinix..

La scheda della commissione di Tigullio Vino.

Blog di Carolina Gatti - scheda prosecco.


Con Carolina Gatti, la produttrice, ci siamo conosciute su Vinix Social Network e mi ha incuriosita il suo prosecco sur lie, del quale non sono una grande conoscitrice. Amo però i vini particolari, come questo.. che si produce come un tempo si faceva anche in Maremma, ma le uve e la bravura di questi veneti si esprimono eccellentemente, in questo sia pure primitivo prosecco.

Ho letto altre degustazioni e l'ottima scheda fatta da Claudia Donegaglia. Carolina me ne ha gentilemente inviate 6 bottiglie. Sono piaciute molto a chi conosce il genere. Alcuni cartoni quindi stanno per ripartire per la Maremma :-).